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 Stefano, di Giovanni Baglione; vicino è posta la Statua di Leone XIII, realizzata da Giuseppe Lucchetti (1892). Sul lato destro dell'altare, in prossimità della parete, c'è un moderno monumento che racchiude le spoglie di  papa Martino IV, morto a Perugia nel 1285, e parte di quelle di Innocenzo III e Urbano IV. Accanto all'altare vi sono due porte che permettono l'accesso alla Cappella di S. Onofrio, affrescata da Domenico Bruschi su incarico del cardinale Gioacchino Pecci, prima arcivescovo di Perugia dal 1846 al 1877, poi divenuto papa Leone XIII, con stalli dipinti della stessa epoca (1877). Dalla cappella a destra del presbiterio (sull'altare è posta un'opera di Francesco Appiani, 1784: S. Emilio battezza Polisia) si passa nella sagrestia. Nel presbiterio, ai lati sono posti 2 amboni con statuette di S. Lorenzo e di S. Ercolano, datate intorno al sec. XV; nell'abside vi è un Coro ligneo intagliato e intarsiato con santi e motivi decorativi, realizzato da Giuliano da Maiano e da Domenico del Tasso (1486-91), ed una Sedia Vescovile di Ciancio di Pierfrancesco da Perugia (1520-24), su disegno di Rocco di Tommaso. Appese alla pareti, in alto, vi sono grandi tele che raffigurano episodi della Vita di S. Lorenzo realizzate da Carlo Spiridione Mariotti e da Baldassarre Orsini. Si notano poi delle bellissime vetrate (raffiguranti santi e beati umbri), che sono opere moderne di Ludovico Caselli (1919). Sulla parte sinistra del presbiterio vi è una cappella, sul cui altare, è posta l'Assunzione di Maria di Ippolito Borghese (1624). Nel braccio sinistro della crociera si trova la Cappella del Crocifisso, sul cui altare è posto un 

 Crocifisso ligneo del '500. Si passa poi alla navata sinistra; si comincia dalla 5a campata, dove vi sono dei frammenti della Pala della Pietà, ovvero dei resti di un altare: il Cristo, la Madonna, S. Giovanni, l'Eterno e gli Angeli sono opera di Agostino di Duccio (1473); i profeti Isaia e David sono di Benedetto Buglioni (sec. XVI). In prossimità della 4a campata c'è l'altare del Gonfalone, con gonfalone di Berto di Giovanni (1526), che raffigura Maria implorante da Gesù la cessazione della peste; sopra, nella lunetta, Cristo risorto e i SS. Lorenzo ed Ercolano, di Giannicola di Paolo (sec. XVI). Anche la prima arcata della navata sinistra è chiusa da una cancellata in ferro battuto di Bernardino e Giacomo di Matteo (1496-1511), e forma la Cappella del S. Anello, dove è conservato il leggendario anello nuziale della Madonna, rubato a Chiusi da tal frate Winter di Magonza e qui portato nel 1473: il prezioso anello è conservato in un tabernacolo di rame dorato, argentato e cesellato, realizzato da Bino di Pietro e Federico di Francesco Roscetto (1498-1511) famosi orafi perugini. Sull'altare è posto lo Sposalizio di Maria di Jean Baptiste Wicar (1825), che sostituisce il quadro del Perugino che è in mostra al Museo delle Belle Arti di Caen. Nella cappella c'è un lungo bancone intarsiato di G. B. Bastone (1520-1529), sormontato da un poggiolo barocco intagliato da Ercole di Tommaso del Riccio (1565); si nota poi una vetrata in cui è raffigurato un Presepio realizzato da Francesco Moretti. Dalla cappella a destra del presbiterio si passa alla sagrestia. La stanza risale al '400, ma è stata rivista nel 1573. Tutti gli affreschi che la decorano (Martirio di S. Lorenzo, dottori della Chiesa, SS. Ercolano e 

 

  Costanzo, storie bibliche) sono di Giovanni Antonio Pandolfi da Pesaro (1572-78). All'interno vi sono anche degli armadi intarsiati da Mariotto di Paolo Sensi da Gubbio (1494-97). Dall'absidiola della sagrestia si passa a sinistra nella Sagrestia dei Canonici il cui soffitto è ornato da affreschi della fine del '500, e a destra, nella Sagrestia dell'Arciprete in prossimità dell'altare vi è il Martirio di S. Lorenzo, realizzato da Ferraù da Faenza detto il Faenzone. Usciti dalla sagrestia, subito a destra c'è il passaggio per il Chiostro della Canonica: fu in questa canonica che si tennero i conclavi in cui furono eletti papi: Onofrio III (1216), Clemente IV (1265), Onofrio IV (1285), Celestino V (1294), Clemente V (1305). Il chiostro, circondato su tre lati da un portico tardo rinascimentale, ha nel mezzo una Vera da Pozzo del '400; sotto al portico vi sono sculture, frammenti e lapidi appartenuti ad altari e cappelle demoliti. Nella parte occidentale del portico, in fondo, si accede al Chiostro della Canonica, con pittoreschi loggiati sovrapposti, del '400. Scendendo ancora per una scala al pianterreno, si può uscire in PIAZZA CAVALLOTTI. Sotto l'ala meridionale del portico del chiostro c'è l'ingresso del MUSEO CAPITOLARE ( si può visitare a pagamento dalle 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 18, chiedere in sagrestia), in cui sono esposti, in due sale, numerosi oggetti d'arte appartenenti al Duomo e i manoscritti miniati della Biblioteca Capitolare. Le opere più importanti del museo sono: la Pietà di Bartolomeo Caporali (1486); la Madonna in trono tra i SS. Battista, Onofrio, Lorenzo e il vescovo committente, di Luca Signorelli, fra le prime e fra le più importanti opere dell'artista; la Madonna tra i SS. Giovanni Battista ed Evangelista di Meo di Guido da Siena. Le restanti opere del museo sono: nella 1a sala (a sinistra dell'ingresso): corali miniati e dipinti. Appese alle pareti da destra: S.Lorenzo, su cuoio, realizzato da Bernardino di Mariotto; 

 

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