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E' detta anche Fontana di Piazza, ed
è tra le più interessanti e belle del '200 per il pregio delle
decorazioni, l'armonia delle forme e l'eleganza delle linee. Furono i
fratelli Pisano a progettarla, collaborando per la parte tecnica con
fra' Bevignate da Perugia (1275-77) e per la parte idraulica con
Boninsegna Veneziano. I due fratelli, Giovanni e Nicola, la ornarono con
sculture. Nei secoli ha subito gravi deterioramenti sia nella struttura
che sulle superfici marmoree. In seguito al terremoto del 1348 subì
alcuni danneggiamenti e nella successiva ricostruzione fu cambiato
l'ordine delle statuette del bacino superiore. Nel 1948-49 fu restaurata
e furono tolte le aggiunte posteriori: delle colonnine ritenute false e
un piccolo gruppo bronzeo di grifi e leoni, opera della bottega di
Giovanni, ma forse proveniente da un altro monumento e che poggiava
sopra il gruppo delle Tre Ninfe, che ora si trova nella Galleria
Nazionale dell'Umbria. La Fontana è passata anche attraverso un
recentissimo restauro (conclusosi nel 1999), che ha restituito il
monumento, dopo circa dieci anni, allo splendore della città. La
Fontana è posta su una gradinata circolare ed è formata da due vasche
marmoree poligonali |
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concentriche e da una tazza bronzea. La vasca inferiore ha
24 lati con tre colonnette ciascuno. Ogni lato è suddiviso in due
piccole facciate ciascuna con un bassorilievo: partendo dal lato di
fronte al Palazzo Comunale, vi sono scolpiti: i mesi dell'anno,
raffigurati simbolicamente dalle
attività agricole proprie di ciascuno, alternati ai segni dello
Zodiaco; seguono il leone guelfo e il grifo perugino, le 7 arti liberali
(Grammatica, Dialettica, Retorica, Aritmetica, Geometria, Musica,
Astronomia) e la Filosofia, 2 aquile, Adamo ed Eva e la Cacciata dal
Paradiso, 2 storie di Sansone, un leone, allegoria del leone e del
cagnolino, 2 storie di David, Romolo e Remo, la Lupa che allatta i
gemelli, la Vestale con in mano una gabbia, simbolo forse della
verginità, 2 favole di Esopo (la gru e il lupo; il lupo e l'agnello). I
fratelli Pisano lavorarono sempre insieme tanto che gli studiosi sono
ancora molto incerti sulle rispettive attribuzioni. La vasca superiore
è supportata da delle colonnine ed ha le superfici del singoli lati
lisce, tranne una rivolta verso il Palazzo dei Priori, con una
iscrizione a caratteri gotici che è riferita ai restauri fatti
all'acquedotto nel 1322.Vi sono poi altre
iscrizioni relative |
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all'autore, all'opera ed alle figure marmoree che corrono lungo l'orlo
superiore ed inferiore della vasca. Di Giovanni Pisano sono invece le 24
statuette poste sugli spigoli dei lati di questa vasca. Cominciando dal
lato di fronte all'Arcivescovado sono raffigurati: S. Pietro, la
Chiesa Romana, Roma (è una copia realizzata nel 1949; l'originale
è esposto nella Galleria Nazionale dell'Umbria), la Teologia, Chierico
di S. Lorenzo, S. Lorenzo, Ninfa del territorio Chiusino, Perugia, Ninfa
del Trasimeno, S. Ercolano, il Chierico Traditore (che rivelò a Totila
gli espedienti ai quali ricorreva S. Ercolano per salvare Perugia
durante l'assedio), S. Benedetto e S. Mauro, il Battista, Salomone,
David, Salomè, Mosè, Matteo da Correggio (podestà del tempo),
l'arcangelo Michele, Eulise (mitico fondatore di Perugia), Melchisedec,
Ermanno da Sassoferrato (capitano del popolo) e la Vittoria. Infine
sopra le due vasche si trova la tazza di bronzo (opera del Rosso,
fonditore perugino) risalente al 1277. 
All'interno di questa vasca si innalza un gruppo bronzeo, realizzato da
Giovanni Pisano, che raffigura le tre ninfe che portano un'anfora da cui
zampilla l'acqua. |
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