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La parte a sud di Piazza IV Novembre è dominata da questo palazzo, un tempo detto Palazzo Nuovo del Popolo. E' uno dei più grandi e mastodontici palazzi pubblici d'Italia. L'inizio della sua realizzazione risale al 1293 per mano di Giacomo Servadio e Giovannello di Benvenuto. In principio però, venne eretta solo la parte verso la piazza e il primo tratto su Corso Vannucci fino alla 10a finestra (1297).
Nel 1328 fu distrutta la vicina chiesa di S. Severo e furono acquistati degli edifici circostanti adibiti a fabbrica sia in via della Gabbia sia in via dei Priori, per ampliare l'edificio (1333-1353); infine, come era da progetto, il palazzo fu prolungato sul lato di Corso Vannucci. Durante il periodo pontificio il palazzo perdette la merlatura e molte trifore, ricostruite nel restauro realizzato dopo il 1860. I materiali usati per la costruzione sono: in parte travertino, in parte calcare di Assisi e marmi bianchi e rossi. La parte più bella ed anche la più antica è la facciata rivolta verso la piazza. Si compone di una gradinata a ventaglio che sale fino ad un grande portale, fiancheggiato da due trifore, che permette l'ingresso alla SALA DEI NOTARI. Sopra il portale ci sono due mensoloni dai quali partono delle catene che sorreggono una lunga barra, su cui furono posti, in segno di vittoria, i chiavistelli e le chiavi delle porte di Siena, prese dai Perugini dopo la battaglia di Torrita del 1358. Sopra questi mensoloni si ergono: il Grifo perugino e il Leone guelfo (le due statue sono delle copie dato che le originali sono esposte all'interno della Galleria Nazionale dell'Umbria). Eseguite in bronzo e finemente rifinite, furono realizzate intorno al 1274. All'inizio vi era l'ipotesi che le due opere fossero prodotti estruschi o romani, ma poi, dopo un attento studio, si è capito che sono un primo esempio, nel medioevo italiano, di opere fusorie. Più in alto, sopra il portale, ci sono cinque grandiose trifore gotiche sormontate da cuspidi, di cui le due a destra furono aggiunte nel sec. XIV. Il cornicione è decorato con merli rettangolari  ed è sorretto da un

 

  coronamento formato da una linea di beccatelli.Sulla destra della gradinata c'è un portico di 3 archi di diversa ampiezza sorretti da dei pilastri ottagonali e con degli alti capitelli compositi. Al posto di questo portico, un tempo sorgeva la Chiesa di S. Severo.  Si può notare, tra i primi due archi, un pulpito, usato per la lettura dei decreti al popolo. A sinistra del portico si scende per via della Gabbia, così chiamata perchè vi si appendevano le gabbie di ferro in cui venivano imprigionati ed esposti al pubblico ludibrio i peggiori delinquenti. Questa facciata del palazzo, su cui sono poste tre trifore, è abbastanza angusta e si può notare facilmente, che durante la costruzione furono incorporate alcune case medievali ed una torre. In fondo a via della Gabbia si accede in via dei Priori. Qui troviamo la facciata posteriore del palazzo anch'essa costituita da tre trifore. Per accedere su Corso Vannucci si passa attraverso un arco, detto Arco dei Priori, che è posto esattamente sotto la Torre Campanaria. Su Corso Vannucci è posto il lato più lungo del palazzo e su questa facciata dell'edificio, vi è un Portale a pieno centro, decorato come quello di una cattedrale, abbellito con figurazioni allegoriche, stemmi e minuti ornati.     Si tratta di un'opera attribuibile ad artisti fiorentini seguaci di Andrea Pisano. Nella lunetta sono scolpite le statue dei SS. Lorenzo, Ludovico di Tolosa ed Ercolano, patroni di Perugia. Al primo piano si notano una serie di trifore con due quadrifore. Al secondo piano ci sono 19 trifore gotiche che richiamano i motivi della facciata principale insieme anche ai beccatelli in alto, al cornicione ed ai merli. Sopra l'Arco dei Priori, come abbiamo già detto, si leva la Torre, con il castello campanario aperto. Il palazzo oggi ospita l'Amministrazione municipale e la Galleria Nazionale dell'Umbria. Entrando nel palazzo dal portale su Corso Vannucci si nota un atrio gotico con grandi colonne e delle robuste volte a crociera. E' tutto molto austero, tranne che 

 

  per alcuni stemmi sulle pareti fra cui quello col montone di Braccio Fortebraccio. E' interessante anche una Cassaforte del sec. XV, usata, un tempo, come forziere dal Comune perugino. Salendo per le scale, poste sulla destra, si arriva al primo piano dove si trova la SALA DEI NOTARI, un tempo denominata Sala del Popolo. L'ossatura della sala è formata da otto arconi traversi, a tutto sesto. Tutte le pareti, compreso il soffitto,  sono decorate pittoricamente. L'inizio di questa immensa opera risale al 1297 per mano di Pietro Cavallini o forse per mano dei suoi seguaci. Vi sono raffigurate: leggende, massime, favole, episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento e stemmi dei Capitani del Popolo e dei Potestà, tutte aggiunte fatte fino al 1499. E' da notare sulla parete in fondo, in alto, lo stemma di Braccio Fortebraccio, condottiero e signore di Perugia. Lungo la parete d'ingresso s'allineano stalli e un bancone e, lungo le altre, sedili del sec. XVI. La sala prese il nome di Sala dei Notari, perchè nel 1582 divenne sede per le riunioni del collegio dei Notai.
Sullo stesso piano di questa sala, si trova la Sala del Consiglio Comunale. All'interno di questa sala, in prossimità della porta, vi è un affresco del Pinturicchio: Madonna col Bambino fra 2 Angeli. Poi c'è la Sala di Giulio III o Sala Rossa con un dipinto a olio sulla parete d'ingresso, opera di Dono Doni: I Decemviri di Perugia ringraziano Papa Giulio III per aver restituito nel 1553 alla città i privilegi toltile da Paolo III nel 1540. Al terzo piano del palazzo ha sede la GALLERIA NAZIONALE DELL'UMBRIA, la più importante raccolta esistente di pittura umbra, della quale documenta in maniera completa lo sviluppo. Fu fondata nel 1863 nella chiesa e nella sale annesse all'Università. Poi nel 1879 venne trasferita nei locali attuali e nel 1918 passò allo Stato. Infine furono Gisberto Martelli e Francesco Santi a dare alla Galleria un ordinamento definitivo, dopo la Seconda Guerra Mondiale.    

 

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