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Fontana Maggiore

 

Il colle, su cui sorgeva Perugia, era già abitato in età villanoviana. Lo sviluppo della città risale a circa la metà del VI sec. a.C., come documentato da recenti ritrovamenti. Perugia sin dall'inizio controllava grandi vie di comunicazione e diventò un centro importante e florido solo successivamente rispetto ad altre città etrusche. Più precisamente intorno alla fine del IV sec. a.C. Nell'arco di tempo che intercorre tra il III ed il I sec. a.C.  Perugia  divenne  il  centro  più  importante  dell'alta  valle  del 

  Nel periodo in cui Roma aveva già allargato il suo dominio politico su questa zona, Perugia manifestava chiaramente evidenti segni di cultura etrusca, erigendo mura poderose, realizzando belle porte e circondandosi di estese necropoli. All'inizio Perugia fece parte di una confederazione di carattere religioso insieme ad altri centri etruschi, con i quali era collegata. Rispetto allo sviluppo di Roma ebbe una politica molto alterna essendo prima alleata poi sua nemica. Successivamente fu sottomessa e divenne municipio iscritto alla tribù Tromentina. Durante la guerra civile tra Antonio ed Ottaviano, il primo, fratello del triumviro, cercò rifugio entro le sue mura. Ma Ottaviano, assediata la città (bellum perusinum) se ne impadronì (40 a.C.). Perugia subì gravi danni e molti suoi abitanti morirono; anche tutti i senatori furono uccisi proprio perchè schieratisi dalla parte di Antonio. La città risorse successivamente per  volere di Augusto; per questo motivo prese l'appellativo di Augusta. Comunque della vita della città, durante l'Impero, abbiamo scarse testimonianze, sia letterarie che archeologiche. Si sa solo che l'imperatore C.Vibio Treboniano Gallo (251-253) le diede lo ius coloniae e in virtù di questo prese il nome, da quel momento, di colonia Vibia Augusta Perusia. La città passò anche attraverso le ondate barbariche, ma fu distrutta nel 547 da Totila dopo un lungo assedio. Ci sono tracce che ci dicono che già nell'XI sec. Perugia era costituita come Comune, retto dal volere del popolo, e che in lotta con le città vicine, nel '300 dominava quasi tutta l'Umbria. Il Comune fu quasi sempre in mano  dei  Guelfi  che  accettavano  la  protezione,  ma  non

la signoria dei Papi, molti dei quali trovarono dimora in questa città per molto tempo, proprio per sfuggire ai disordini di Roma. Nel Duomo della città si tennero almeno 5 conclavi. I rapporti con la Chiesa cambiarono nel 1369 quando scoppiò una guerra tra Urbano V e la città. Quest'ultima fu sconfitta e fu costretta ad accettare il dominio della Chiesa. Nel 1375 il popolo si ribellò all'abate di Cluny (detto il Monmaggiore); riuscì a cacciarlo e distrusse il rifugio da lui costruito: la fortezza di Porta Sole. Continuarono gli scontri tra i popolani (raspanti) e i nobili (beccherini).Gli scontri si placarono durante la signoria di Biordo


Palazzo Priori

Michelotti, che fu assassinato nel 1398. Nel 1400 la città passò nelle mani di Gian Galeazzo Visconti. Subito dopo, nel 1403 fu il papa a governare. Tra il 1408 ed il 1414 ci fu Ladislao di Napoli e successivamente si passò sotto la signoria di Braccio Fortebraccio da Montone (1416-1424), che governò con giustizia. Vi furono poi scontri ferocissimi tra le famiglie nobili degli Oddi e dei Baglioni; e quando questi ultimi presero il sopravvento, si uccisero tra loro. La loro famiglia fu sterminata durante una terribile congiura domestica (14 luglio 1500). Si salvò solo Gian Paolo che riuscì a riprendere il potere ed a vendicarsi degli avversari. I Baglioni dominarono fino alla morte di Malatesta IV, nel 1531. Poi fu il momento del papa Paolo III, che vinse la guerra " del sale ", così detta perchè conseguenza di una ingiusta imposta del pontefice sul sale. Il papa si impadronì della città con la forza e fece costruire da Antonio da Sangallo il Giovane, sulle rovine delle case dei Baglioni, la Rocca Paolina (1540), segno imponente del dominio pontificio. Il potere di Roma sottomise Perugia per oltre due secoli; fino al 1798 quando le truppe francesi occuparono la città, che entrò a far parte del Dipartimento del Trasimeno. Poi, quando Napoleone cadde, Perugia tornò sotto il dominio dei papi.  Nel  periodo  che  va  dal 1848  al  1849 la città fece parte


Rocca Paolina

  della repubblica romana e proprio allora si cominciò la demolizione della Rocca. Nel 1859 sull'onda di ciò che accadeva nel resto dell'Italia il popolo perugino insorse di nuovo contro il papa, allontanandolo dalla città ed instaurando un governo provvisorio. Ma pochi giorni dopo, il 20 giugno, Pio IX, con l'ausilio di duemila guardie svizzere riprendeva possesso della città causando numerose vittime. Ma l'anno seguente il popolo di Perugia riacquistò la libertà e la città, per il volere della popolazione, fu annessa al Regno d'Italia. Il 14 settembre 1860 i bersaglieri di Vittorio  Emanuele  II,  comandati  dal  generale  Manfredo

   Fanti, entravano trionfanti nella città, dopo la resa della truppe pontificie. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale Perugia non subì molti danni, dovuti solo ad alcune mine dei Tedeschi in ritirata e da qualche incursione aerea nelle notti successive all'arrivo degli Alleati in città (20 giugno 1944). Da ricordare che nel febbraio - maggio del 1944 alcuni patrioti morirono per mano della rappresaglia nazifascista.